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La festa del SS. Crocifisso "Patri di li Grazij"

 

La Festa e la Solenne Processione





La processione rappresenta il momento più atteso, il momento che viene vissuto con più fervore, ma per poter essere ben compresa e sentita bisogna leggerne il passato. Perciò è importante conoscere ciò che Don Santo Gigante documentava nel suo manoscritto del 1651, nonchè ciò che Don Filippo Meli descriveva nella introduzione della suddetta "Historia" edita nel 1951,  sugli avvenimenti che segnarono profondamente la storia del popolo ciminnese e che costituiscono un prezioso patrimonio di cui non devono essere defraudate le nuove generazioni.
 
Dalla introduzione di Don Filippo Meli alla "Historia della Miraculosa Imagine del SS.mo Crocifisso di Ciminna" -

"L'anno 1651 per Ciminna, piccola cittadina di provincia, è data di rilievo, una pietra miliare nella storia della vita religiosa del suo popolo semplice e pio per lunga tradizione di secoli. Nel presente anno 1951 cade la ricorrenza tricentenaria di quella memorabile data, che segna l'inizio della solennità del culto alla "Miraculosa Immagine del Crocifisso della Chiesa di S. Giovanni", da quell'epoca divenuto centro vitale della viva religiosità dei Ciminnesi. Occorre quindi commemorare la ricorrenza con decorosa sontuosità esteriore. Ma sopratutto con ravvisata pietà interiore, che in definitiva essa sola può rendere degni del passato e può dare la misura della vera religiosità di un popolo. La sola esteriorità, senza una viva e profonda fede che la sorregga, è apparenza ingannevole, orpello senza valore, vacua e chiassosa esteriorità di popolo festaiolo, pervaso di paganesimo più che di genuino cristianesimo."

Rifacciamoci brevemente agli elementi storici tramandataci. Elementi essenziali di quelli avvenimenti, contesti di prodigio e di intensa religiosità che ebbero il loro svolgimento in Ciminna nel sec.XVII, secolo così pieno di contrasti ,di vivide luci e di ombre profonde, di orrendi delitti  e di affermazione di grandi Santi, e di epidemie, carestie e di sommosse. Come di feste, giuochi, e di spavalderie. In una notte buia, e propizia agli agguati, del 1623 "morì di morte violenta e repentina, colpito da una scopettata"presso la sua abitazione tal Bartolo Cajazza. Come di consueto, alla mattina seguente, convennero per le eseguie in quel luogo(vicino all'odierna Cappelletta di Santa Croce), il Clero e le Confraternite religiose con le loro "Insegne" cioè con le Croci processionali, stendardi e gonfaloni. Iniziatosi lo sfilamento del corteo funebre, diretto alla vicina Chiesa di San Giovanni, anche il giovane addetto a reggere l'insegna della Confraternita omonima fece l'atto di prendere la croce che aveva appoggiato al muro,ma egli non riuscì a staccarla per quanto si adoperasse con tutte le sue forze. Soltanto quando il funebre corteo col cadavere del Cajazza pervenne all'interno del tempio, la Croce potè esser presa e riportata nella Chiesa della Confraternita.

Da quel giorno non mancarono ai piedi di quel Crocifisso, già sistemato sull'altare dell'abside sinistra, anime pie e devote. Le freguenti grazie di guarigioni sorprendenti ottenute dai fedeli, ne accrebbero sempre più il numero. Era trascorso oltre un ventennio dall'inizio di quel mistico pellegrinaggio di popolo, quando il 3 del maggio 1651, ricorrendo(secondo la liturgia romana), la festività dell'Invenzione della S. Croce, per iniziativa di alcuni privati cittadini: Zaccaria Santino e Francesco Merlino, si voleva solennizzare la sacra festività anche nella chiesa di San Giovanni all'altare della Miraculosa Imagine. Tale lodevole intenzione rimase inattuata quel giorno per deficienza di sacerdoti poichè quasi tutti erano occupati nelle altre chiese allora di magior importanza. Si rimandò quindi di altri due giorni, al 5 maggio. In tale occasione accorsero molti devoti ed essendo state operate subitanee  guarigioni, in seguito alle invocazioni fatte al SS.mo Crocifisso, l'animo dei presenti, che si accalcavano nella piccola chiesa, fu preso da così grande commozione che fu reclamata a gran voce una solenne processione di ringraziamento per le vie del paese.   L'Arcivescovo del tempo: Fra Martino Leon e Cardenas ed il suo Vicario Generale Don Francesco Salerno concessero regolare licenza e, d'accordo col Vicario di Ciminna, fu determinata la prossima domenica del 14 Maggio 1651 per quella prima solenne processione di ringraziamento al Crocifisso di San Giovanni. I particolari di questa appassionata glorificazione il lettore potrà apprenderli dalla "Historia della Miraculosa Imagine" redatta da Don Santo Gigante(1601 - 1673) che per la prima volta pubblichiamo integralmente nelle pagine seguenti.               

Qui soltanto notiamo che, come è da immaginare, a quella grandiosa manifestazione accorse numeroso popolo di Ciminna e dei paesi vicinitori. La generale commozione raggiunse momenti di alta drammaticità, che non fu il risultato di un improvvisato entusiasmo,di un efimero sentimento di fede, ma l'epilogo di una costante, intensa devozione,resa più gagliarda e vibrante per lo svolgersi di vari prodigiosi avvenimenti “segni più evidenti della Divina Misericordia”. Gli elementi essenziali di quella prima processione, con poche varianti,si ripetono costantemente ogni anno, per tre secoli, ed il popolo di Ciminna che ben li ha visti e vissuti non ha di bisogno di soverchi chiarimenti. La continuità trisecolare di atteggiamenti similari, lungo il percorso del mistico pellegrinaggio penitenziale, anche se misti ad elementi umani, talvolta troppo umani, danno garanzia della costanza del sentimento religioso e della sua intensità del popolo di Ciminna.

Dopo il primo avvenimento, quello del 1623, Don Santo Gigante nota, nella sua Historia, con molta saggezza: Non tocca a me l'andare investigando, essendo li giudicij di Dio occulti ed investigabili le sue vie. Anche noi concludiamo allo stesso modo perchè non vogliamo presumere di giudicare avvenimenti complessi che anche se misti ad elementi deteriori, sono sempre apprezzabili nel loro insieme. Essi, come l'oro commisto alla terra,contengono fermenti di vita probativi di una costante fede religiosa del popolo. Prima di chiudere questa rapida sintesi posta ad introduzione dell'Historia, ci preme notare che la commemorazione tricentenaria della prima processione solenne del Crocifisso della Chiesa di San Giovanni e del complesso degli avvenimenti che iniziarono quella particolare devozione, è intimamente legata alla spiritualità figura di Don Santo Gigante, (Dottore in Sacra Teologia e Vicario Foraneo di Ciminna dal 1640 al 1655 e dal 1668 al 1673, cioè per oltre un ventennio). ........................................                 

   Don FILIPPO MELI















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